• Giulia Divetta

Come spiegare il COVID-19 ai bambini

La lotta contro il Covid-19 continua. Le scuole di tutta Italia continuano a rimanere chiuse e i bambini sono a casa. Alcune scuole hanno messo a disposizione piattaforme digitali per consentire agli studenti di fare i compiti e di seguire online le lezioni. Ma i bambini, e in particolare modo i più piccoli, si annoiano in casa.

Molto probabilmente staranno avvertendo anche quella preoccupazione, tensione che ormai da un mese aleggia nelle nostre case. Probabilmente quando siamo seduti a tavola a mangiare con il televisore acceso sentiranno le notizie trasmesse, sentiranno i discorsi di mamma e papà; oppure vedranno mamma e papà sempre a casa, a lavorare dal computer, ci sono ma non ci sono; e poi le mascherine.. a che servono? Perché mamma si mette la mascherina per uscire? Perché non posso andare al parco con i nonni? E poi la storia del lavarsi le mani…. Uffa, ma lo devo fare per forza?

Lo psicologo Daniel Goleman scrive “la vita familiare è la prima scuola nella quale apprendiamo insegnamenti riguardanti la vita emotiva”. Nel suo libro Intelligenza emotiva, infatti, l’autore sostiene “l’educazione emozionale opera non solo attraverso le parole e le azioni dei genitori indirizzate direttamente al bambino, ma anche attraverso i modelli che essi gli offrono mostrandogli come agiscono i propri sentimenti e la propria relazione coniugale.”

Partendo dalle basi messe da Goleman, l’autore John Gottman spiega come funziona l’Allenamento emozionale, ovvero insegnare ai propri figli delle strategie per affrontare le varie situazioni che la vita presenta, senza opporsi o ignorare le emozioni, ma “accettare le emozioni negative come un fatto della vita, e usano i momenti emozionali come opportunità per impartire ai figli lezioni di vita e costruire relazioni sempre più strette con loro”.

Ad oggi, però, i genitori possono trovarsi in difficoltà nel gestire le richieste del lavoro, la gestione della casa, giocare con i figli e gestire le proprie e le loro emozioni. Il tutto restando sempre dentro casa.

Per aiutare, quindi, i genitori a far fronte alle possibili domande dei bambini, l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha stilato dieci suggerimenti per spiegare in maniera chiara e semplice il Coronavirus ai bambini. Si tratta di uno strumento utile per gli adulti su come affrontare con i propri figli questo argomento, che sta mettendo a dura prova interi paesi, in modo da non trasmettere ai più piccoli la paura e la preoccupazione. Inoltre, questi suggerimenti rappresentano un punto di riflessione per tutti quanti noi, dal quale ripartire: “impariamo a dare valore al tempo. Facciamo le cose più lentamente e gustiamo il piacere di avere più tempo per noi.”


Vediamoli insieme

1. Cosa è il coronavirus?

Immagina che sia come un mostriciattolo piccolo e cattivo che vive nella saliva delle persone. Noi non possiamo vederlo, ma può fare tanto male, facendo venire la febbre e la tosse. Può far ammalare tante persone, tutte in una volta. Ma non devi avere paura, perché ci sono mamma e papà, i nonni e gli altri adulti a dirti come fare per non ammalarti. Inoltre ci sono tanti bravi medici in Italia che stanno lavorando per trovare una soluzione. Devi stare attento e seguire i consigli degli adulti. Andrà tutto bene!

2. Perché non posso andare a scuola?

In questi giorni le scuole sono chiuse per evitare che quel mostriciattolo di virus se ne vada in giro tranquillamente e attacchi le persone, anche i bambini, facendoli stare male. Noi non possiamo vederlo, ma può far venire la febbre e la tosse. E se tu tossisci o “sputacchi” il mostriciattolo è contento perché gli hai creato una “pista” in cui può decollare tranquillamente per raggiungere altri paesi, altre strade, altre persone. E farle ammalare. È come se si divertisse a far star male gli altri. Per questo le scuole sono chiuse, per evitare che abbia troppe possibilità per fare del male. La decisione l’ha presa il capo del nostro Governo, e lo ha fatto per proteggere la salute di tutti i bambini e di tutti gli insegnanti. E delle persone già ammalate o più anziane, come i nonni.

3. Perché mi hai detto che non possiamo andare dai nonni?

Per proteggere noi e per proteggere loro dal piccolo mostriciattolo sputacchioso è meglio in questo periodo non andare dai nonni. Però possiamo scrivere delle letterine ai nonni, così ci esercitiamo a scrivere. Possiamo anche telefonargli, videochiamarli o giocare con loro attraverso lo smartphone. I nonni, in questo modo, possono raccontarti le storie o leggerti un libro. E poi, è molto molto importante che per un po’ di tempo evitiamo di abbracciare e baciare le persone che incontriamo, le tue maestre, i tuoi amichetti. Anche la zia e lo zio o i tuoi cuginetti. Inventiamo un nuovo gioco: quello di parlarci mantenendo la distanza di un metro. Sai quanto misura un metro? 

4. Uffa, basta dirmi di lavarmi le mani. L’ho capito!

Sai che ti dico? Facciamo una gara per fare vedere a quel mostriciattolo di un coronavirus quanto siamo forti!!! E allora laviamoci le mani insieme e spesso. È importante lavarci le mani quando aiuti a preparare da mangiare, prima di mangiare, ma anche subito dopo. E prima di andare a letto. Lo devi fare anche dopo che sei stato in bagno a fare la pipì. E per aggiungere un po’ di divertimento in più, quando ci laviamo le mani contiamo almeno fino a 60! Sai contare?

5. Cosa succede se non mi lavo le mani?

Il mostriciattolo, te l’ho già detto, ama vivere nei luoghi sporchi. E se non ci laviamo le mani spesso, può trovare delle “piste” per decollare attraverso gli occhi, il naso e la bocca. Non toccarteli, anche se so che appena te l’ho detto ne hai avuto la tentazione. Lo ripeto: per evitare che il mostriciattolo, dopo il decollo, raggiunga le zone del nostro corpo in cui può farci del male, non dobbiamo toccarci occhi, naso e bocca.

6. Cosa faccio se devo starnutire?

È importante che tu protegga te e anche chi ti sta intorno. Usa un fazzoletto di carta, del tipo usa e getta, e dopo averlo usato buttalo nel cestino. E se non hai a disposizione i fazzoletti usa e getta, impara a starnutire o tossire nel gomito e non nelle mani. Perché? Perché il mostriciattolo ama starsene sul palmo di una mano e se per errore la stringi a qualcun altro glielo puoi passare.

7. Papà posso giocare con il cane Rotolo?

I nostri esperti del Ministero della salute ci hanno detto che al momento sembra che quel mostriciattolo del virus non viene trasportato dagli animali di compagnia, come il tuo cane Rotolo (non si chiama così? Beh, potresti soprannominarlo così se ti piace). Possiamo quindi portarlo a spasso. E quando torniamo è bene lavarci le mani (lo so che te l’ho detto tante volte!), ma è bene anche lavare le zampette di Rotolo. Possiamo giocare con lui e fargli un po’ di coccole. Ma anche con il tuo cane o con il tuo gatto al momento è bene mantenere un po’ di distanza. Sta tranquillo, andrà tutto bene e lui non se ne accorgerà neanche.

8. Mamma mi annoio a stare a casa da solo

Questo è un momento particolare, nuovo anche per noi adulti. Eppure, possiamo approfittare di questo momento per trascorrere più tempo insieme e per inventare giochi nuovi. Il tempo sai, è un bene prezioso. Tante volte, presi dalla fretta di andare a scuola, di fare i compiti, di andare a danza o al calcio o a lezione di inglese o al catechismo, non ci rendiamo conto di come il tempo passi veloce. E tante volte non ci siamo detti neanche: ti voglio bene. Impariamo a dare valore al tempo. Facciamo le cose più lentamente e gustiamo il piacere di avere del tempo per noi. Come quando scartiamo una caramella e ne gustiamo il succo piano piano. Da cosa vuoi cominciare? Dalla lettura di un buon libro? Oppure... facciamo il gioco dell’alfabeto dei diritti! Io faccio ruotare le braccia e recito a mente e lentamente l’alfabeto. E tu mi dici stop. Vediamo quale lettera dell’alfabeto esce e...mi dici un tuo diritto, o una domanda, una parola che inizia con quella lettera. E sai cosa possiamo fare ancora? Possiamo scriverci una storia.

L’alfabeto può diventare anche l’alfabeto delle cose da fare insieme, stando a casa:

A... come aranciata. Facciamo le spremute di agrumi

B...come bambini e biscotti? Facciamo i biscotti? 

C...come colorare

D...come dipingere

E...come elenco...facciamo il gioco degli elenchi

F...come fermati un attimo e...continua tu!

G...come

9. Mamma posso andare al parco?

Sì, potremmo andare al parco insieme, quello vicino casa. Per mettere in movimento le gambe, ma anche la nostra testolina. Se usciamo dobbiamo sempre stare attenti a mantenere la distanza di un metro, quando incontriamo altre persone o altri bambini. Ma aspettiamo qualche giorno, abbiamo ancora tanti libri da leggere e tanti giochi da fare a casa!

10. Mamma mi manca la maestra

Sai che facciamo? Ripassiamo qualche lezione e facciamo un po’ di compiti. Poi chiamiamo i tuoi compagni e insieme chiediamo alla maestra di continuare le lezioni a distanza. È possibile farlo, lo ha detto il Ministro dell’istruzione che per garantire a tutti i bambini il diritto all’educazione e all’istruzione ha messo in piedi una pagina web che favorisce la didattica a distanza. Anche per i bambini con disabilità.

A presto, 

Giulia

Bibliografia:

Goleman D., Intelligenza emotiva, Rizzoli, 1996.

Gottman J., “Intelligenza emotiva per un figlio”, Bru, 2015.

Sitografia:

https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/agia-decalogo-covid19.pdf

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