• Giulia Divetta

Caratteristiche e peculiarità della terapia cognitivo - comportamentale

Aggiornato il: 17 giu 2020

Ad oggi la terapia cognitivo comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) è considerata uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici.

Negli anni ’60 Aaron Beck e Albert Ellis, due terapeuti di formazione psicoanalitica, svilupparono, partendo direttamente dalla clinica, questo metodo di cura, in particolare modo per i disturbi d’ansia e di depressione.

Questo approccio terapeutico non è stato quindi un’evoluzione della terapia del comportamento, bensì ha avuto origine da un orientamento psicoanalitico. Soltanto in un secondo momento è avvenuto l’incontro con il comportamentismo, da un lato per la sua attenzione al metodo scientifico applicato alla clinica, dall’altro lato per il repertorio di tecniche tipico della terapia del comportamento.

Ma in cosa consiste la terapia cognitivo-comportamentale?

Innanzitutto Beck e Ellis sostenevano che è possibile spiegare i disturbi emotivi analizzando la relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti.

I pensieri, gli schemi e i processi disfunzionali generano reazioni emotive disfunzionali e il conseguente disagio; non modificare questi schemi comporta errori procedurali e di contenuto, che tendono a contribuire al mantenimento del disturbo.


La mente umana, in questo approccio,viene descritta come un sistema di scopi e di conoscenzeche permette all’individuo di interpretare l’esperienza e di regolare le reazioni emotive. Da qui, i sintomi psicopatologici possono essere intesi come l’espressione di attività finalizzate al raggiungimento di un obiettivo, presente nella mente del paziente.



Ad esempio, nel caso di un paziente che soffre d’ansia, una delle prime domande che un terapeuta cognitivo si pone è “cosa pensa prima e mentre sperimenta ansia?”.

Per rispondere a ciò, si utilizza un paradigma di spiegazione e di indagine fondamentale in questa terapia, il Modello ABC.






A
Eventi antecedenti
Sentire una notizia sulle morti annue per infarto
B 
Valutazioni personali su eventi (Credenze / Scopi)
”certo muoiono tante persone ogni anno, e se quest’anno toccasse a me? Se questi doloretti fossero il primo allarme? Oddio, forse dovrei andare dal medico..C
Conseguenti (Emozioni, Comportamenti, stati mentali)
ANSIA 

Il terapeuta cognitivo trova la risposta alla sua domanda nella seconda colonna, B che sta per belief (credenze), dove vengono identificati i contenuti e i processi mentali che si attivano in un dato momento in relazione a un evento stimolo. È importante a questo punto sottolineare come uno stesso evento, ad esempio un rimprovero, possa generare nelle persone reazioni diverse quali vergogna, dispiacere, tristezza o anche senso di colpa. Questo perché la reazione è regolata, cioè dipende, dalla valutazione che la persona dà del rimprovero e questa valutazione, a sua volta, deriva da un processo inferenziale, basato sulle convinzione e sugli scopi del soggetto.

Possiamo dire, quindi, che un individuo, partendo dalle proprie esperienze, credenze e scopi, dà un significato personale agli eventi; ma è anche vero che la relazione tra i B e i C, tra le credenze e i conseguenti emotivi, è di tipo causale, ovvero a un particolare stato mentale corrisponde un preciso stato emotivo. Ad esempio, se si rappresenta un evento come perdita, si sperimenterà tristezza; a sua volta, se un evento è rappresentato come ingiusto, si proverà rabbia.

Vediamo così che il colloquio terapeutico ha inizio da un comportamento o emozione vissuto dal paziente come problematico, risalendo agli eventi che ne hanno preceduto la condotta o l’emozione e la loro valutazione che dà il soggetto.

Quali sono le peculiarità della CBT?

  • È orientata allo scopo: terapeuta e paziente stabiliscono insieme gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando un piano di trattamento adatto alle esigenze del paziente stesso; vengono verificati periodicamente i progressi in modo da accertare se gli scopo sono stati raggiunti.

  • È scientificamente fondata: è stato dimostrato attraverso studi scientifici che i metodi cognitivo-comportamentali rappresentano una terapia efficace.

  • È basata sulla collaborazione: terapeuta e paziente lavorano insieme nell’identificare e nel discutere le specifiche modalità di pensiero che possono causare i problemi emotivi e comportamentali vissuti dal paziente.

  • È a breve termine: quando possibile, è una terapia che varia solitamente dai quattro ai dodici mesi.

  • Praticità e concretezza: sono due aspetti fondamentali di questa terapia, in quanto si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti.

Per questo se hai bisogno di aiuto o un tuo familiare o amico ha bisogno di una consulenza, puoi contattarmi in qualsiasi momento.

Come ha detto David Lazzari, Presidente Nazionale del CNOP,

“è necessario ascoltare il proprio stato psicofisico. Non si deve negare il disagio psicologico, soprattutto quando riveste una forma persistente. Non bisogna mai isolarsi pensando di affrontare così le criticità. I problemi non si risolvono da soli o in solitudine ma col supporto di uno psicologo.”

A presto,

Giulia


Bibliografia

Perdighe C., Mancini F., Elementi di psicoterapia cognitiva, Giovanni Fioriti Editore, 2014


Sitografia

https://www.apc.it/chi-siamo/la-psicoterapia-cognitiva/la-terapia-cognitivo-comportamentale/


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